La mia estate meravigliosa in Inghilterra

Di Greta Gasperoni

 

L’estate passa sempre troppo veloce. Quest’anno però non l’ho trascorsa solo giocando tutto il giorno sulla spiaggia, per tre lunghi, caldi, mesi. Quest’anno è stata un’avventura indimenticabile. Quant’è bello viaggiare! Soprattutto da soli o con gli amici, quando tutto dipende da te. Nel primo articolo per Flying parlavo delle vacanze studio, un’esperienza che ho sempre immaginato bellissima, senza però mai averla vissuta. Dopo un paio d’anni, avendo finalmente un’età considerata dai miei “giusta”, sono partita anche io, come chi mi aveva raccontato la sua esperienza.

Sono stata tre settimane a Brighton, una piccola città sulla costa sud dell’Inghilterra, a un paio d’ore da Londra. É molto difficile descrivere le emozioni che può provare una ragazza di quasi quindici anni quando, senza conoscere nessuno, parte. É difficile anche quando quelle emozioni le vivi. Era la prima volta che andavo all’estero, che stavo così tanto lontana dalla mia famiglia, che prendevo un aereo! Ero entusiasta, felice, ansiosa. Non vedevo l’ora di arrivare, di cominciare quell’avventura.

Ma serve?
Ovviamente è una vacanza studio, e la vacanza viene prima dello studio. Però, anche se il divertimento e l’apprendimento non vengono spesso associati, in questo caso ci si diverte proprio ad imparare. Le lezioni durano tre ore al giorno e sono interattive e veloci. Gli insegnanti sono giovani e i temi che si affrontano in classe moderni. La cosa che più aiuta a migliorare il proprio Inglese secondo me è la pratica. A livello grammaticale l’inglese mi è ancora, purtroppo, ignoto, però nell’ascoltare o fare una conversazione mi sento più sicura e disinvolta e il fatto di aver parlato quasi sempre inglese per tre settimane è sicuramente stato di grande aiuto.

“Paure e difficoltà?” mi ha chiesto mio babbo: “Tornare a casa!”
Penso che durante tutta la vacanza l’unico imprevisto sia stato perdere la carta prepagata (una sorta di borsellino elettronico): presa da tutto quel che mi circondava credo di averla lasciata alla commessa, della serie: tenga pure il resto, la vita è meravigliosa. Sono state tre settimane da sogno. Non ho fatto difficoltà a fare amicizia, ovviamente col gruppo Italiano ma anche con ragazzi da tutto il mondo! Abitavo in un piccolo quartiere a 30 minuti dal centro, in casa con me c’erano due ragazze: Fabienne, dall’Austria e Katie, dalla Russia. Quest’ultima era molto timida, ma io e Fabi siamo diventate molto amiche, complici soprattutto nel cercare qualcosa di commestibile nella cucina di quella casa… insolita. Una mattina ricordo che lei ha alzato una bottiglia di liquore al cocco sussurrando: -I found a tresure!
Ci siamo divertite, chiacchierando la sera e dicendoci prima di andare a letto: Gutenaght e Sonidoro. (Per Katie la buonanotte era “Spakunanoce”).

The Brighton Pier.
Le cose da raccontare sarebbero talmente tante che potrei scrivere per ore. C’era un molo, Il Pier, dove ci ritrovavamo la sera, che era un posto Magico. Era una piattaforma lunghissima, che dalla strada si affacciava direttamente sul mare. Sul Pier c’era di tutto: ristoranti, bar, negozietti di souvenir, due salagiochi e, in fondo, un lunapark. Una volta, senza farci notare, ci siamo spinti oltre l’ultima giostra, il pendolo. C’era un cancellino semiaperto che portava a un piccolo spazio, come una terrazza segreta, un luogo stupendo e romantico. Le luci e i suoni della città arrivavano come ovattati, come se quello fosse un piccolo paradiso fuori dal mondo. Il vento era forte e freddo, ma era quasi piacevole sulla pelle. Lasciava semplicemente senza fiato. Una mattina ci andai da sola a pensare e a fare qualche foto, da quanto quel luogo mi aveva colpito.
Altre cose indimenticabili? La gita a Londra, la metropolitana immensa, gli autobus rossi, il traffico, Starbuck’s. La giornata a Oxford, il castello di Harry Potter, le vie affollate del centro… I giochi, la scuola, il gruppo internazionale, gli amici, i progetti di EF (La compagnia che ha organizzato tutto), fast food, cinema, barbecue… un’esperienza assolutamente imperdibile. Sarei rimasta li per sempre. Studiare l’inglese così è come… no, non è paragonabile a niente.

 

Campeggio…
Ma l’estate all’avventura non finisce qui: prima dell’Inghilterra sono stata una settimana con i bambini di quarta e quinta elementare come animatrice a un campeggio della parrocchia. É stato divertente, è bello quando sei il punto di riferimento. Per gioco -alcuni l’hanno presa un po’ troppo seriamente- gli ho raccontato di essere un vampiro centenario: Margaret Petrowa. Se non dormivano…

Tornata dall’Inghilterra invece, tempo 10 giorni e sono partita di nuovo (come sto bene senza nessuno che mi dice di mettere in ordine la camera o di apparecchiare!), sempre col gruppo della parrocchia, siamo stati una settimana sulle dolomiti, in un progetto che ha coinvolto 600 ragazzi da tutta Rimini e dintorni. Un’altra esperienza bellissima dove oltre a farmi nuovi amici ho visto luoghi che, pur essendo andata a sciare da quelle parti, non avevo mi visto sotto la luce di un tramonto di fine estate.

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