La favola Messi

Il volo della “pulce”: più forte dei problemi
Maradona stesso lo considera suo erede

In molti hanno raccontato la storia di questo campione, ma ancora non tutti la conoscono. È molto bella, un po’ triste, davvero commuovente. E si conclude con un lieto fine.

Lionel Messi – “la pulce”, come è stato soprannominato – non è solo un grande giocatore. Oltre ad un evidente talento, ha la determinazione ed il coraggio che non tutti riescono a trovare. Vogliamo raccontare la sua leggenda perché deve essere d’esempio, anche per tutti quei ragazzi che hanno qualche problema fisico. Perché deve dimostrare che niente è irraggiungibile, e anche se la vita è difficile e piena di ostacoli e pericoli, bisogna stringere i denti, andare avanti e dimostrare a se stessi di potercela fare. Non bisognerebbe porsi mai dei limiti, e se la sfortuna te li crea, vanno eliminati con determinazione. Come ha fatto Leo.

La grande storia di Messi inizia nel giugno 1987 a Santa Fè. La vita non è stata generosa con lui, la sua famiglia ha passato una difficile situazione economica, come a quei tempi tante famiglie in Argentina, e il futuro non sembrava molto roseo. Leo ha avuto poi un altro grave problema: il ritardo nello sviluppo osseo dovuto al basso numero di ormoni presenti nel suo organismo.Il suo talento era cristallino agli occhi degli appassionati che lo seguivano nel campetto di Rosario (il quartiere dove viveva) e le squadre giovanili lo vollero con loro nonostante la statura. Il problema dello sviluppo osseo però si manifestò maggiormente verso i 12 anni e questo gli impedì il passaggio alla squadra del blasonato club “River Plate”.L’unica speranza per il bambino era quella di iniziare una cura che era davvero costosissima, si parla di 500 euro a puntura, soldi che la famiglia non poteva assolutamente permettersi. Il padre però credeva fortemente nel talento del figlio e chiese dei finanziamenti alle squadre del paese, anche loro non in grado di aiutarlo.  A questo punto della storia accade il miracolo, Messi ottiene un provino con il famoso osservatore del Barcellona, Rexach, che prima di vederlo è molto scettico.
“Se è troppo piccolo (di statura), non ha speranza, anche se è forte”, pensa. E invece lui stesso, poco dopo, dice: “Ci vollero cinque minuti per capire che era un predestinato. In un attimo fu evidente quanto quel ragazzo fosse speciale. È evidente che Messi ha nei piedi un talento unico, qualcosa che va oltre il calcio stesso: a guardarlo giocare è come se si sentisse una musica, come se in un mosaico scollato ogni tassello tornasse al suo posto.” Immediatamente gli fece un contratto (la leggenda dice che scrive sul tovagliolino di carta di un bar) dove assicura il ragazzo al Barca e promette di pagargli le cure. Lionel e la sua famiglia si trasferiscono a Barcellona e iniziano le cure che si dimostrano efficaci.

All’insaputa dei medici e degli allenatori Lionel soffre molto per le medicine, però è consapevole che quelle punture gli servono per crescere e sa di essere in una situazione precaria, se avessero bloccato le cure sarebbe dovuto tornare in Argentina con la usa famiglia. Così sopporta in silenzio e il suo fisico comincia a formarsi. Al giorno d’oggi Messi è davvero un fenomeno, 169 centimetri per 67 chilogrammi, seconda punta, mancino, gioca solitamente come ala destra. Sembra che i suoi punti forti siano l’accelerazione e il controllo della palla, ed è Maradona stesso a definirlo “suo erede”.

All’inizio del mese di dicembre del 2009 gli viene assegnato il Pallone d’Oro.
“È vero, bisogna calcolare che le probabilità che Messi esca sconfitto da un impatto corpo a corpo sono elevate, come elevato è il rischio che venga totalmente travolto dai difensori” dichiara Manuel Estiarte, “ma questo può accadere solo a una condizione… devono riuscire a raggiungerlo”.
Guardare Messi quando gioca è come guardare una coreografia di danza: passaggi, tiri, scatti, finte, movimenti, contrasti… sembra che tutto segua uno schema preciso, come se fosse stato provato mille volte, invece è tutto improvvisato, la palla, come ha detto Maradona, sembra che gli sia incollata ai piedi.
Sembra impossibile che Messi batta giocatori mezzo metro più alti e più larghi di lui. Eppure è proprio così.

Greta Gasperoni

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